STATUTO AVIS INTERCOMUNALE ARNALDO COLOMBO:

Art.1 - Denominazione e natura

1.1   È costituita l’associazione denominata “AVIS INTERCOMUNALE ARNALDO COLOMBO". La denominazione è seguita dalla sigla OdV (“Organizzazione di Volontariato”), o ETS (“ente del terzo settore”) o quelle altre che siano previste dalla vigente legislazione per indicare gli enti di volontariato senza fini di lucro.

1.2   Dell'Associazione fanno parte le associazioni comunali o comunque appartenenti come strutture territoriali di base all’AVIS italiana - Associazione Volontari Italiani del Sangue, fondata a Milano nel 1927 e riconosciuta con legge 20 febbraio 1950 n.49 (“AVIS nazionale”).

1.3   Tramite dette associazioni partecipano anche i loro iscritti, per­sone fisiche che donano volontariamente, gratuitamente, periodica­mente e anonimamente il proprio sangue.

1.4   L’Associazione ha lo status di affiliata ad AVIS nazionale, come da delibera di quest’ultima comunicata in data 20.4.2005, non rien­trando quindi fra le sue articolazioni territoriali.

Art.2 - Scopi e attività

2.1   L’Associazione è ente strumentale ed ausiliario delle associazio­ni di volontariato che ne fanno parte, volta a consentire la messa in comune e quindi il migliore svolgimento di parte delle attività di co­storo e dei loro iscritti volontari e donatori. Pertanto, è essa stessa un’associazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, che non ammette discriminazioni di genere, etnia, lingua, nazionalità, religio­ne, ideologia politica; persegue esclusivamente finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

2.2   L’Associazione condivide con i suoi soci lo scopo di promuovere la donazione di sangue intero o di una sua frazione, volontaria, pe­riodica, associata, gratuita, anonima e consapevole, intesa come va­lore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di civismo, che configura il donatore quale promotore di un primario servizio sociosanitario ed operatore della salute, anche al fine di diffondere nella comunità locale d’appartenenza i valori della solidarietà, della gratuità, della partecipazione sociale e civile e della tutela del diritto alla salute.

2.3   Per il perseguimento dei propri fini l’Associazione svolge in via esclusiva attività di interesse generale in base alla vigente normativa, con riferimento a interventi e servizi sociali; interventi e prestazioni sanitarie; prestazioni socio-sanitarie; ricerca scientifica di particolare interesse sociale; educazione e formazione; beneficenza; protezione civile; promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali.

2.4   In particolare, svolge per conto dei suoi soci le seguenti attività:

a)   gestione dei centri di raccolta sangue fissi e mobili, anche in compartecipazione con analoghe associazioni, provvedendo alla stipula delle appropriate convenzioni con il servizio sanitario pubblico o altri soggetti abilitati per legge, laddove necessario od opportuno;

b)   gestione di ambulatori per visite specialistiche e laboratori di ana­lisi destinati all’effettuazione di consulenze ed esami, ottenendo le prescritte autorizzazioni, destinati ai volontari donatori e agli altri utenti identificati in base alle regole dei suoi associati o comunque in funzione dei suoi scopi;

c)    campagne di comunicazione sociale, informazione e promozione del dono del sangue, nonché altre attività di comunicazione esterna, interna ed istituzionale;

d)   pubblicazione di riviste, bollettini e materiale multimediale;

e)   iniziative di raccolta di fondi finalizzate a scopi solidali ed umanitari e al sostegno della ricerca scientifica;

f)     collaborazioni con altre associazioni di settore e soggetti comun­que utili agli scopi istituzionali;

g)   ogni altra attività che i soci ritengano utile svolgere in comune nell’ambito degli scopi volontaristici e solidaristici loro e dell’Associazione.

2.5   L’Associazione può svolgere attività secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, entro i limiti della vigente disciplina del “Terzo settore"; può inoltre svolgere attività di raccolta fondi, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico.

2.6   L’Associazione non ha alcun fine di lucro. Pertanto utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza sono impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività isti­tuzionali e di quelle direttamente connesse e non possono essere di­stribuiti, anche in modo indiretto, a meno che la destinazione o la di­stribuzione siano imposte per legge.

Art. 3 - Durata

L’associazione ha durata illimitata, salva ogni diversa deliberazione dell’assemblea

Art. 4 - Sede

L’associazione ha sede legale attualmente in Torino con indirizzo in Via Piacenza 7. Il trasferimento della sede, nell’ambito dello stesso comune, non comporta modifica statutaria ed è rimesso alla deci­sione dell'organo direttivo.

Art. 5 - Soci, requisiti e ammissione

5.1   Sono soci dell’Associazione le Avis comunali o gli equivalenti organismi di base appartenenti alla rete territoriale di AVIS nazionale, e quindi alla Rete Associativa Nazionale di quest’ultima, che abbiano sede in Piemonte e ne facciano richiesta, avendo deciso di utilizzare i servizi messi a loro disposizione dall’Associazione per i prelievi ai propri iscritti e per eventuali altre loro attività istituzionali (“Soci AVIS”).

5.2   L’ammissione nell’Associazione dei Soci AVIS è deliberata dal Comitato di gestione su apposita domanda da parte dell'associazio­ne interessata.

5.3   L’eventuale delibera di rigetto è motivata e comunicata entro 90 (novanta) giorni all’interessato. Quest’ultimo entro 30 (trenta) giorni dalla comunicazione può chiedere che si pronunci l'Assemblea in occasione della sua prossima convocazione.

5.4   Sono inoltre soci dell’Associazione le persone fisiche iscritte ai Soci AVIS, purché siano donatori di sangue o comunque prestino at­tività di volontariato utile alla raccolta del sangue o agli altri fini dell’Associazione ("Soci donatori”).

5.5    L’ammissione dei Soci donatori all’Associazione è automatica in base alle risultanze del Socio AVIS di appartenenza, ferma restando la facoltà dell'Associazione di verificare i requisiti in ogni momento. Parimenti è automatica la loro cessazione nel momento della cessazione del Socio AVIS di appartenenza.

5.6    II domicilio dei Soci AVIS è quello risultante dal Libro soci, che a sua volta deve essere sempre aggiornato in base alle loro comunicazioni, mentre quello dei Soci donatori è eletto presso il Socio AVIS cui appartengono.

5.7    inoltre ciascun Socio AVIS rappresenta i Soci donatori ad esso iscritti in tutti i rapporti con l’Associazione, fatti salvi l’esercizio dei compiti inerenti le cariche a questi ultimi assegnate e i singoli atti che espressamente il Socio donatore ritenga di compiere in autonomia.

5.8    La qualifica di socio è personale e non trasmissibile né in vita né a eredi o legatari.

5.9    L’attività di volontariato non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro i limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse

Art. 6 - Diritti dei Soci

6.1   Ogni Socio ha diritto di:

-    partecipare alla vita associativa e agli organi associativi attraverso l'Assemblea;

-    essere prontamente informato sulle iniziative, i programmi e le attività dell'Associazione.

6.2    I Soci AVIS hanno diritto di concordare con i preposti dell'Associazione il programma dei prelievi che coinvolgono i propri iscritti.

Art. 7 - Doveri dei Soci

7.1   I Soci devono:

-    rispettare le norme statutarie e regolamentari e le decisioni degli organi associativi;

-    mantenere sempre un comportamento degno nei confronti dell’Associazione.

7.2    I Soci AVIS, come definiti all'art. 5.1, devono inoltre:

-    rispettare il programma dei prelievi collettivi annualmente concordato con l’Associazione e tutte le raccomandazioni emesse dalla stessa;

-    versare il contributo periodico stabilito dall'Assemblea, per l'esercizio sociale in corso qualunque sia il momento dell'ammissione o cessazione del Socio.

Art. 8 - Cessazione dei Soci

8.1   La qualifica di socio si perde per:

a)    recesso o dimissioni;

b)    perdita dei requisiti di ammissione, compresa la cessata attività o lo scioglimento dei Soci AVIS e la cessazione della partecipazione del Socio donatore ad un Socio AVIS;

c)     gravi inadempienze agli obblighi derivanti dal presente statuto o comportamento contrario ad esso, o comunque per atti che danneg­gino l’Associazione e i suoi membri.

8.2   È considerata inadempienza grave, per i Soci AVIS, il mancato pagamento della quota annuale, laddove tale quota sia stabilita dall'Assemblea.

8.3   L’accertamento del recesso è compiuto dal Comitato di gestione, mentre la decisione di esclusione è da quest’ultimo rimessa alla delibera dell’Assemblea. Prima della delibera di esclusione devono essere contestati per iscritto gli addebiti al socio, consentendo facoltà di replica.

Art. 9 - Organi dell’Associazione

9.1  Sono organi dell’Associazione:

a)    l’Assemblea dei soci;

b)    il Presidente;

c)    il Comitato di gestione, nel cui ambito può essere costituito ed operare l’Ufficio di presidenza;

d)    l'Organo di controllo.

9.2   Salvo diversa disposizione, tutte le cariche

-   durano quattro anni,

-   limitatamente a quelle rientranti nell'ufficio di Presidenza, possono essere elette per due mandati consecutivi, compresi quelli già iniziati e poi interrotti per qualsiasi causa, e nuovamente essere elette dopo una "vacatio" di un mandato,

-   sono riservate ai Soci donatori, come definiti all'alt 5.4, e non sono retribuite, fatta eventualmente eccezione per i componenti dell'Orga­no di controllo esterni all'Associazione e non iscritti ai Soci AVIS.

9.3   L’Associazione, nei casi previsti dalla legge, provvede a pubbli­care annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet, gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attri­buiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo non­ché ai dirigenti.

9.4   I titolari di cariche sociali non devono avere riportato condanne penali, passate in giudicato, per reati che comportano l’interdizione dai pubblici uffici.

Art. 10 - Assemblea dei Soci

10.1   L’Assemblea è formata dai rappresentanti legali dei Soci AVIS e dai delegati espressi dai Soci donatori, che mantengono il loro in­carico fino alla nomina dei delegati dell’Assemblea sul bilancio del­l’anno successivo.

10.2   Considerata la tendenziale coincidenza fra la qualità di Soci donatori e il numero delle donazioni, i delegati sono eletti nell’ambito di ciascun Socio AVIS, secondo le proprie regole assembleari, in ragio­ne di uno ogni 300 (trecento) donazioni, o frazioni non inferiori a 150 (centocinquanta), effettuate nell’anno che precede quello in cui l'Assemblea è convocata, dai rispettivi volontari iscritti a quel Socio AVIS.

10.3   I rappresentanti dei Soci AVIS che non esprimono alcun dele­gato devono essere eletti dai rispettivi Soci donatori.

10.4   Si considerano aventi diritto di voto i rappresentanti e i delegati dei Soci AVIS che risultino iscritti nel Libro degli associati aggiornato alla data dell’assemblea.

10.5   Ogni rappresentante o delegato può farsi rappresentare in Assemblea da un altro rappresentante o delegato, anche se espresso da (o iscritto a) altro Socio AVIS, con delega scritta. Ogni rappresen­tante o delegato non può ricevere più di tre deleghe.

10.6   L’assemblea si riunisce almeno una volta l'anno, entro il mese di aprile, per approvare il bilancio.

10.7   Inoltre si riunisce ogni qual volta il Comitato di gestione lo riten­ga opportuno e quando ne sia fatta richiesta dall'Organo di controllo o congiuntamente da tanti Soci che nella precedente assemblea ab­biano complessivamente espresso almeno un decimo dei voti.

10.8   L’Assemblea è convocata dal Presidente con avviso scritto, con qualunque mezzo anche, via e-mail, inviato almeno quindici giorni prima della seduta; il termine è abbreviabile a sette giorni in casi di motivata urgenza.

10.9   La convocazione deve contenere gli argomenti all’ordine del giorno, la data, il luogo e l’ora della riunione stabiliti per la prima e la seconda convocazione

10.10   Può essere previsto l'intervento all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione o l'espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica, nelle forme e nei modi previsti dal regolamento (in precedenza approvato dall’Assemblea stessa), purché sia possibile verificare l'identità dell'associato che partecipa e vota.

Art. 11 - Competenze e maggioranze

11.1   Spetta all’Assemblea:

a)   l’approvazione del bilancio consuntivo, accompagnato da una no­ta di sintesi sull'attività svolta, presentati dal Comitato di gestione, e dalla relazione dell’Organo di controllo, nonché la ratifica del bilancio preventivo del Comitato di gestione;

b)   l’elezione e la revoca dei componenti del Comitato di gestione, eventualmente designando fra essi il presidente;

c)   la nomina e la revoca dell’Organo di controllo;

d)   l’approvazione delle modifiche del presente Statuto proposte dal Comitato di gestione;

e)   l’approvazione di regolamenti attuativi dello statuto e delle linee di indirizzo e delle direttive generali per il funzionamento dell’Associ­zione, proposte dal Comitato di gestione;

f)    lo scioglimento dell’Associazione, nonché la nomina dei liquidatori e la devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo;

g)   la determinazione delle quote e di ogni altro contributo dei Soci AVIS all’attività associativa, tenendo conto delle proposte del Comi­tato di gestione e di quanto esposto in bilancio;

h)   ogni altro compito che non rientri, per legge o per statuto, nella competenza di un altro organo associativo.

11.2   In mancanza di diversa previsione statutaria, le deliberazioni dell'assemblea in prima convocazione sono prese a maggioranza dei voti e con la presenza di almeno la metà più uno degli aventi diritto. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti.

11.3   Per le modifiche dello Statuto occorre, anche in seconda con vocazione, il voto favorevole dei due terzi dei presenti.

11.4   Per deliberare lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzio­ne del patrimonio occorre la presenza e il voto favorevole dei tre quarti degli aventi diritto.

11.5   Per deliberare sulla revoca o l’anticipata cessazione dell’intero Comitato di gestione i rappresentanti e i delegati devono essere stati eletti o designati, secondo le regole interne del Socio AVIS che li esprime, con espresso mandato a deliberare su tali temi.

Art. 12 - Presidente

12.1   II Presidente è eletto dal Comitato di gestione al proprio interno, qualora non vi abbia provveduto l’Assemblea, presiede l’Associa­zione, ne ha la rappresentanza legale ed ha la firma sociale di fronte ai terzi ed in giudizio.

12.2   Al Presidente spetta, inoltre:

a)   convocare e presiedere (l’Assemblea e il Comitato di gestione, nonché formularne l’ordine del giorno;

b)   curare l’esecuzione e l’attuazione delle delibere del Comitato;

c)   assumere, solo in casi di urgenza, i provvedimenti di competenza del Comitato, con l’obbligo di sottoporli alla ratifica del Comitato medesimo in occasione di una riunione che dovrà essere convocata en­tro 10 (dieci) giorni successivi.

12.3   In caso di assenza o impedimento temporaneo, il Presidente è sostituito dal Vicepresidente Vicario. La firma o la presenza del Vicepresidente Vicario fa fede, di fronte ai terzi, dell’assenza o dell’impedimento temporanei del Presidente.

12.4   II Presidente nominato dall’Assemblea può essere sostituito dal comitato di gestione a maggioranza qualificata dei due terzi dei suoi componenti, altrimenti la decisione è rimessa dal Comitato all’Assemblea.

Art. 13 - Ufficio di presidenza

13.1   È un’articolazione interna del Comitato di gestione ed è compo­sto dal Presidente, dai vice-presidenti (di cui uno è designato “vica­rio" dal presidente stesso), dal segretario e dal tesoriere designati dal Comitato di gestione, nonché dagli altri membri cui il Comitato abbia delegato poteri gestori.

13.2   L’Ufficio di presidenza è convocato o consultato dal Presidente, senza formalità, e può prendere a maggioranza dei suoi componenti le decisioni di ordinaria amministrazione che spettano al Comitato di gestione, salve diverse decisioni di quest’ultimo, in particolare:

a)   l’acquisto di beni e servizi nei limiti di spesa fissati dal bilancio preventivo;

b)   la scelta delle persone che prestano la propria opera all'Associa­zione, a titolo subordinato o autonomo, inclusi incarichi di consulen­za e professionali.

13.3   Le decisioni dell’ufficio di presidenza sono riportate nel libro delle decisioni del Comitato di gestione e devono essere sottoposte alla ratifica del Comitato medesimo in occasione della prima riunione successiva.

Art. 14 - Comitato di gestione

14.1   II Comitato di gestione è l'organo amministrativo dell'Associazione ed è composto da membri eletti dall'Assemblea, nel numero superiore a cinque determinato dall'Assemblea stessa in una seduta precedente a quella elettiva. L'Assemblea può anche stabilire che un certo numero di membri rappresentino determinati territori e quindi siano eletti dai Soci di quel territorio, purché la maggioranza sia elet­ta dalla maggioranza dei voti.

14.2   I membri da eleggere sono scelti fra i Soci donatori o indicati dai Soci AVIS tra i propri associati. Si applicano le cause di ineleggibilità e decadenza dell’articolo 2382 del codice civile.

14.3   L’Assemblea designa anche i membri supplenti che sostituiran­no, in ordine di designazione, membri effettivi del Comitato di gestio­ne che dovessero cessare dalla loro attività per qualsiasi motivo.

14.4   Ove i non eletti di volta in volta interpellati non possano o non vogliano accettare la carica, il Comitato procede alla sostituzione mediante cooptazione tra i delegati dei Soci statutariamente in rego­la. La cooptazione, nel corso dello stesso mandato, è consentita fino alla metà dei componenti del Comitato e oltre tale limite si procederà al rinnovo dell’intero Comitato.

14.5   II Comitato elegge al proprio interno il Presidente (se non nomi­nato dall’Assemblea), e su proposta del Presidente medesimo, uno o due Vicepresidenti - dei quali uno Vicario - il Segretario e il teso­riere.

14.6   II Comitato si riunisce almeno per l’approvazione bilancio da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea e ogni qualvolta lo riten­ga opportuno il Presidente o un terzo dei suoi componenti, nonché quando lo richieda l’Organo di controllo.

14.7   II Comitato è convocato con avviso scritto, con qualunque mez­zo anche via e-mail, inviato almeno otto giorni prima. In caso di ur­genza, la convocazione può essere inviata almeno due giorni prima.

14.8   II Comitato è validamente costituito quando siano presenti al­meno la metà più uno dei suoi componenti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei presenti, fatta eccezione per quella di proposta all'Assemblea di espulsione di un Socio e per quella di proposta di modifica statutaria da sottoporre all'approvazione del­l'Assemblea, per le quali occorre il voto favorevole di almeno metà più uno dei componenti aventi diritto. Nel caso di parità dei voti pre­vale il voto del Presidente.

14.9   Al Comitato spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell'Associazione, fatti salvi quelli espressamente riser­vati per legge o per statuto all’Assemblea, nonché l'esecuzione e l’attuazione delle delibere di quest’ultima e l'esercizio di ogni altra facoltà ritenuta necessaria, utile od opportuna per il raggiungimento dei fini statutari.

14.10   II Comitato può delegare tutti o parte dei suoi poteri a singoli suoi membri, nonché deliberare il conferimento di procure ad altri in­caricati dell'Associazione.

Art. 15 - Tesoriere e Segretario

15.1   Sono membri del Comitato di gestione cui vengono delegati i seguenti compiti:

a)   al tesoriere la tenuta contabile e gli altri adempimenti amministrativi dell’Associazione, compresa la predisposizione delle bozze dei bilanci che il Comitato presenta all’Assemblea;

b)   al Segretario la redazione dei verbali degli organi associativi e la tenuta dei libri dell’Associazione.

Art. 16 - Organo di controllo                                   

16.1   L’Organo di controllo è nominato dall’Assemblea ed è composto da tre membri effettivi e due supplenti, scelti anche fra non Soci, senza alcun limite di mandati. I membri eleggono fra loro il presi­dente.

16.2   Nei casi previsti dalla legge, almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori legali iscritti nell’ap­posito registro e i restanti membri, se non iscritti in tale registro, de­vono comunque possedere le prescritte qualità professionali.

16.3   L'Organo di controllo vigila sull'osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e conta­bile e sul suo concreto funzionamento.

16.4   Esso esercita inoltre il controllo contabile, quando non sia nominato un soggetto incaricato della revisione legale dei conti e, dove prescritto per legge, i suoi componenti siano revisori legali.

16.5   L'organo di controllo esercita inoltre compiti di verifica delle fi­nalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, nonché le attestazioni prescritte dalla legge, anche con riguardo al bilancio sociale.

16.6   Delle proprie riunioni l’Organo di controllo redige apposito ver­bale.

16.7   I componenti dell’organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine possono chiedere ai membri del Comitato di gestione notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

16.7   Essi inoltre partecipano di diritto all’Assemblea, senza diritto di voto, e sono invitati a partecipare alle sedute del Comitato di gestio­ne.

Art. 17 - Patrimonio

17.1   II patrimonio dell’Associazione è costituito dai beni mobili ed immobili e dai diritti che pervengano all'Associazione a qualsiasi titolo.

17.2   II patrimonio e le attività associative sono finanziati con:

a)   il reddito del patrimonio;

b)   i contributi dei Soci AVIS stabiliti dall’Assemblea;

c)    eventuali contributi straordinari ed elargizioni e lasciti di qualunque genere dei soci o di terzi;

d)   i contributi e i rimborsi relativi alle convenzioni per l’attività di rac­colta e ogni altro tipo di contributo e sovvenzione pubblici, generici o finalizzati a specifici progetti;

e)   eventuali altri proventi delle attività dell’Associazione, nei limiti consentiti dalla legge;

f)     ogni altro avanzo di gestione;

g)   finanziamenti a debito, in casi di motivate necessità e previa deli­bera autorizzativa dell’Assemblea.

17.3   II patrimonio e ogni altro avanzo o provento, fondi e riserve comunque denominate, sono vincolati agli scopi e alle attività dell’Associazione e non possono essere distribuiti in alcun modo, salvi gli obblighi di legge e la devoluzione nel momento dello scioglimento dell’Associazione.

Art. 18 - Devoluzione del patrimonio

18.1   Considerata la sua natura di ente strumentale dei Soci, in caso di scioglimento o estinzione dell’Associazione il suo patrimonio viene devoluto e suddiviso fra i Soci AVIS che abbiano mantenuto i re­quisiti per essere legalmente qualificati associazioni di volontariato ed enti del terzo settore, che appartengano alla rete Avis nazionale e che abbiano statutariamente il vincolo della devoluzione del loro pa­trimonio all’Avis di livello immediatamente superiore o ad altra or­ganizzazione che persegue finalità analoghe.

18.2   A ciascun Socio AVIS viene attribuita una quota del patrimonio netto esistente all’atto dello scioglimento, proporzionale al numero di unità di sangue e di emocomponenti mediamente raccolte da quel Socio, rispetto al numero complessivo raccolto da tutti i Soci, nel quadriennio che precede la data di scioglimento.

18.3      I cespiti vengono liquidati dai liquidatori, col parere dell’organo di controllo che verifica il rispetto di procedure competitive adeguate, salvo quelli di cui, prima di essere venduti, uno o più Soci, anche congiuntamente, chiedano l’assegnazione in natura, offrendo gli eventuali conguagli di valore, anche in forma di assunzione di debiti dell’Associazione

18.4   In tale ultimo caso il cespite viene assegnato al valore risultante da perizia redatta da esperti indipendenti indicati dall’Organo di controllo. I Soci assegnatari rimborsano pro quota il costo delle perizie se i beni da assegnare valgono meno del settanta percento del totale da liquidare.

18.5   I beni oggetto di richieste di assegnazione confliggenti sono assegnati al Socio che ha fatto la richiesta di maggior valore o, in caso di parità, mediante sorteggio.

18.6   La quota dei Soci che non abbiano i requisiti del comma 1 viene ripartita fra gli altri Soci.

Art. 19 - Esercizio e bilancio

19.1  L’esercizio ha la durata di un anno solare.

19.2   Entro il 31 (trentuno) dicembre di ogni anno il Comitato di ge­stione approva il preventivo finanziario dell’anno successivo, che vie­ne presentato entro il 30 (trenta) di aprile per la ratifica dell’Assem­blea, la quale nella stessa occasione approva il bilancio consuntivo dell’anno precedente.

19.3   II bilancio consuntivo è formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale con l’indicazione dei proventi e degli oneri dell’ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’an­damento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.

19.4    I bilanci con i relativi allegati devono restare depositati presso la sede dell’Associazione nei dieci giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione, consentendone l’esame ai Soci che lo richiedano.

19.5    Dopo l’approvazione in Assemblea il Bilancio è depositato presso l’Autorità indicata dalla legge.

19.6     L’Associazione redige e pubblica inoltre il Bilancio sociale, nei casi prescritti dalla legge.

Art. 20 - Libri dell’Associazione                             

20.1    L’Associazione tiene i seguenti libri sociali:

a)    il libro dei Soci;

b)    il libro dei volontari che svolgono le attività in modo non occasio­nale;

c)     il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico;